Sentieri & Passeggiate

Rilassanti passeggiate per ammirare da vicino la natura incontaminata di queste colline, attraverso una rete di sentieri segnalati, realizzati dal CAI di Acqui T., dove potrete scoprire e assaporare gli angoli e le caratteristiche più nascoste di queste splendide terre.

Segnaletica rossa e bianca

Il Sentiero delle Ginestre nr. 531 (a piedi 2-3 ore)
Partendo dalla zona Bagni piazzale Pisani (bacheca CAI144 m) si prende la strada per Lussito si devia a sinistra per passare davanti all’Hotel Pineta . Poco dopo a destra inizia il sentiero che sbuca sull’asfalto vicino alla casa La Toretta. Il sentiero sale e si giunge al MonteStregone (408 m). Su asfalto si scende alla strada che collega Lussito a Grognardo. Attraversata questa strada e salendo tra le ginestre si accede alla radura dove si erge la croce di monte Marino. Si può ritornare in città seguendo il segnale 531A che passa a Lussito e scende all’hotel Pineta. Proseguendo invece da monte Marino sul crinale, si oltrepassa l’agriturismo del Castello di Ovrano. Giunti sulla strada asfaltata che va a Grognardo si può tornare in città seguendo il segnale 531B che passa ad Ovrano e presso la chiesetta romanica di S. Nazario e Celso e raggiunge la strada asfaltata che porta in città. Dopo aver raggiunto la strada asfaltata per Grognardo si può proseguire sul crinale con il segnale 531C Si scavalca la strada Ovrano – Grognardo, poi costeggiata la casa Matto, ci si inerpica fino alla sommità del Monte Capriolo (544 m ). Scendendo dalla parte opposta si giunge alla chiesetta di S. Sebastiano, si attraversa la provinciale per Ponzone. E si sale così nel paese di Cavatore. Rientro per lo stesso percorso.

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Passeggiata Lungo fiume Bormida (a piedi 1 hr circa)
La Bormida, in piemontese Bormia, è un fiume del Piemonte lungo 154km, subaffluente del Po e principale affluente di destra del Tanaro. Ha un bacino molto esteso (2.609kq) distribuito in parte sulle Alpi liguri (porzione dell’alto corso delle “Bormide”) e in parte sull’Appennino Ligure (porzione degli affluenti Erro e Orba). La Bormida è così chiamata dalla parola gallica pre-romana “bormo”(sorgente calda o che gorgoglia), legata anche agli dei delle sorgenti Bormò e Bormanus.
Il percorso si snoda lungo la sponda destra del fiume Bormida per due chilometri circa, composto da una pista ciclabile, affiancata da una ippovia e percorso pedonale, illuminato nelle ore serali da lampioni. Passeggiata ideale per osservare la flora e la fauna fluviale. Il sito archeologico dell’acquedotto romano segna la partenza, mentre il confine con il territorio del comune di Melazzo segna il termine. Lungo la passeggiata sono situate numerose aree di sosta ed una esaustiva cartellonistica che permette di conoscere le bellezze naturalistiche e archeologiche dell’area.

n. 537 ACQUI – CAVATORE “L’anello delle ginestre”

Difficoltà Escursionistico ; Lunghezza 5,79 km ; Tempo a piedi 2 ore

Bel percorso panoramico che dalla città termale sale al borgo medievale di Cavatore, dal quale si può prendere la variante 531 C e ricollegarsi al sentiero 531, compiendo così un itinerario circolare denominato “Anello delle Ginestre”, della lunghezza di km. 14,68, con partenza e arrivo ad Acqui (zona Bagni).

Il percorso parte dalla zona Bagni: provenendo dal centro storico, seguendo corso Bagni e oltrepassato il ponte sul fiume Bormida, si trova sulla destra la stradina in discesa che conduce alla visita dei resti degli archi dell’antico acquedotto romano. Questa parte della città è stata saggiamente rivalutata con la creazione di un piacevole e ben curato percorso “naturalistico – archeologico”, pedonale e ciclabile, che si snoda per circa 2 km lungo la sponda destra del fiume Bormida.
Il primo tratto del sentiero 537 coincide dunque con tale percorso, per poi staccarsene 300 metri circa prima del suo termine, quando, con una secca svolta a sinistra risale verso la SP sovrastante, dove svolta a destra; dopo aver percorso un breve tratto su asfalto, il sentiero 537 svolta  a sinistra sulla ex strada Loreto (Via Bergamo), procede in salita fino ad una sbarra, dove termina l’asfalto e gira a sinistra. Il sentiero risale il versante costeggiando la recinzione di una tenuta agricola, segue un passaggio piuttosto stretto e ben presto si sposta a destra per continuare la risalita in un prato, fino a giungere ad una carrozzabile sterrata; qui, svoltando a sinistra, il percorso costeggia la siepe di un’abitazione e giunge in località Bano.
Il percorso prosegue sulla costa panoramica, da dove, nelle giornate limpide si può godere di un bellissimo panorama sull’arco alpino dal gruppo del Monte Rosa al Monviso.
All’altezza di un incrocio, svoltando a sinistra c’è la possibilità di rientrare ad Acqui lungo la strada di Valle Orecchie, mentre il percorso 537 prosegue a destra in salita fino a giungere alla chiesa di San Bernardo.
Al successivo bivio il percorso tiene la destra e continua in lieve salita (orientamento sud) fino ad arrivare alle porte del paese di Cavatore; seguendo  la via storica del paese via Pettinatti, il percorso 537 giunge allo storico palazzo del Municipio. Cavatore è un piccolo e affascinante borgo medioevale, posto sulla collina tra la valle Erro e la Valle del Torrente Visone, con la sua torre, una delle più antiche della zona, risalente al 1100 ed eccezionale punto panoramico.
Dal municipio di Cavatore parte la variante 531 C che si riaggancia al sentiero 531 in località Case Valle, rendendo possibile il rientro ad Acqui con una via alternativa.

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La strada di Monterosso (a piedi h 2,30/ in bici h 1)
Percorsa via Nizza si volta a destra; la strada sale per circa 2 chilometri di fatica si potrà godere di un’ampia visuale dall’ alto della collina. La strada sale verso l’ingresso di un Mausoleo, imponente costruzione in pietra con una cancellata in ferro. Subito dopo il paesaggio cambia e l’impianto di nuovi vigneti fiancheggiati da antichi pini marittimi accompagna chi cammina fino all’imponente villa ex Ottolenghi Da osservare bene le cancellate in ferro battuto (opera dei maestri Ferrari) e il balcone-scultura. Si può ammirare ora un ampio panorama sulle colline e sulla valle che si dirige ad Alice Bel Colle.
Così si arriva alla regione Cavalleri: un gruppo di case attorno ad una cappella dedicata a San Pietro e protetta da due tassi, dove si può sostare. Si prosegue in mezzo a vigne sullo sterrato e ci si immette nuovamente sulla strada asfaltata, detta della Maggiora. Inizia la discesa dolce intervallata da tratti pianeggianti. Ecco di nuovo una panoramica sulla città di Acqui e la strada diventa più ripida con tornanti che ci portano velocemente in città.

Le strade degli alberi del pane (a piedi 2-2.30 h/ in bici 1-1,30 h)
Fino a non tanto tempo fa gli uomini ricavavano dalle piante molto di quanto serviva a loro per vivere: i gelsi nutrivano i bachi da seta, le querce nutrivano i maiali ,le viti gli alberi da frutta e le castagne raccolte nei boschi fornivano cibo per l’inverno…erano gli alberi a dare all’uomo… il pane.
Da piazza Italia si percorre corso Dante, corso Cavour e via Amendola. Dal passaggio a livello nei pressi della clinica Villa Igea, superata la prima curva a destra, inizia il percorso in salita (strada per Moirano) che ha come prima meta la zona del “Capitolo” da cui si può ammirare il panorama sulla città. Proseguendo lungo la provinciale per qualche kilometro, una strada ampia con curve che consentono la visibilità di sicurezza e la sosta lungo il ciglio per poter fotografare, incrociamo in cima a sinistra il bivio con la strada della “Crenna” (360 m. s.l.m.). Tenendosi a destra e proseguendo sempre diritto per ancora 800 metri circa si giunge alla frazione di Moirano con la chiesa e la sua facciata suggestiva, l’ampio piazzale e le panchine per la sosta all’ombra. Per il ritorno, la strada della “Crenna” è la più breve. Si arriva al complesso sportivo di Mombarone e con via Buonarroti e via Crenna si arriva in corso Cavour. Alternativa per il ritorno: la strada “Valloria” (bivio sulla sinistra della strada “Crenna”) scende verso un’ampia conca con coltivi. A destra della strada scorre il rio Usignola circondato da una ricca vegetazione. La strada termina di fronte al parcheggio della clinica Villa Igea. Si scende a destra e si torna in via Amendola. Suggerimento: prima del ritorno, arrivati al bivio con la strada “Crenna”, proseguire a destra sulla cresta fra vigneti e ciliegi. Il panorama è magnifico. Nelle giornate serene si vedono i borghi circostanti, l’Appennino, la catena delle Alpi ed il Monviso. Quindi si torna indietro al bivio con la strada “Crenna” per scegliere il percorso di rientro.

Punti Panoramici & Belvedere
– Sentiero delle Ginestre – frazione Lussito e Ovrano
– Regione Monterosso – Villa Ottolenghi
– Strada della Maggiora – Acqui Terme
– Strada per Cavatore – direzione Ponzone
– Strada per Moirano – direzione Moirano
– Strada Madonnalta

 

 

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